Ricetta Sapori d’Italia: la crescia marchigiana

crescia

 

Crescia marchigiana e salumi Ferrarini

Con i tutti i salumi Ferrarini quale miglior abbinamento della Crescia Marchigiana? Eccovi qualche curiosità e la nostra ricetta.

Piadina o crescia? Tra le più note sfide campaniliste del nostro Paese c’è proprio questa. Ma attenzione agli ingredienti, fanno la differenza!
Farina, acqua e strutto sono gli ingredienti comuni ad entrambe ma nella piadina non troverete mai l’uovo che invece caratterizza tutti i tipi di crescia.
Ma c’è crescia e crescia…tante infatti sono le varianti di questa preparazione scendendo verso sud, tra Pesaro, Ancona, Macerata, Ascoli…
Ad Ancona e nella Riviera del Conero, per esempio, la crescia si fa molto più semplice. Si prepara con la stessa pasta del pane, è più alta e viene in genere cotta alla griglia o sotto la brace. Il condimento tipico è “sa le foje”, ossia con le erbe cotte dell’orto, dalle bietole agli spinaci, ma soprattutto i salumi sono un ottimo accompagnamento.

Ecco la nostra ricetta della crescia marchigiana da preparare fra le mura della vostra cucina.

CRESCIA MARCHIGIANA

INGREDIENTI per 8 persone:
– 500 gr farina tipo 00
– 100 gr strutto (50 gr per la preparazione e 50 gr per sfogliare)
– 1 uovo
– 120 ml acqua
– 80 ml latte
– sale e pepe qb

PREPARAZIONE
Sistemare la farina a fontana su una spianatoia, mettere al centro l’uovo, 50 gr di strutto a temperatura ambiente, latte, sale e pepe e iniziare a impastare, aggiungendo poco alla volta l’acqua.
Impastare fino a realizzare un impasto liscio e omogeneo. Formare un panetto e lasciar riposare coperto per mezz’ora.
Trascorso il tempo dividere l’impasto in 6/8 panetti di forma arrotondata. Stendere ogni panetto con il mattarello realizzando un disco sottile. Spalmare il restante strutto su ogni disco; arrotolare i dischi stretti su loro stessi formando una spirale o una chiocciola.
Lasciar riposare in frigo per 30 minuti, avvolti nella pellicola trasparente. Stendere ogni spirale con il mattarello realizzando delle sfoglie di circa 3 mm.
Cuocere la crescia, a fiamma alta, sul tradizionale “testo” o in alternativa su una padella antiaderente ben calda. Non appena si saranno formate le classiche “brucciacchiature” dovute alle bolle, girarla per farla cuocere dall’altro lato.

Per scoprire tante altre specialità marchigiane, andate al nostro blog Sapori d’Italia dedicato alla Riviera del Conero.

Ferrarini
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