Bambini all’opera

Le buone abitudini Ferrarini

 

I bambini non sono scatole da riempire. È un principio semplice quello che dobbiamo ricordare ogni volta che pensiamo a che cosa far fare ai ragazzi. Se è ovvio desiderare che i propri figli non trascorrano ore mollemente adagiati davanti alla tv o al computer, è altrettanto sensato calibrare il loro tempo libero da impegni scolastici affinché ne traggano beneficio e non stanchezza.

Per trovare la giusta misura ci siamo affidati ai consigli di Anna Oliverio Ferraris, docente di psicologia dell’età evolutiva all’Università La Sapienza di Roma: “Per i bambini di età prescolare e della scuola primaria è opportuno uno spazio per l’attività libera e per il gioco spontaneo, occasione insostituibile per apprendere piccole e grandi lezioni di vita, soprattutto sulle dinamiche interpersonali: ci si confronta, si inventa, si risolvono problemi… In sintesi: si prende l’iniziativa”.

Situazioni sempre più rare, soprattutto nelle grandi città. Come ovviare al problema? “Alcuni comuni come Milano stanno cercando di tornare ad aprire al gioco i cortili, com’era un tempo. In attesa che ciò accada, vanno bene i corsi di sport e di musica, avendo magari l’accortezza di creare occasioni di incontro con gli amici. Queste attività assomigliano comunque molto alla scuola, mentre i bambini esprimono spontaneamente il bisogno di giocare senza che siano gli adulti a dettare tempi e regole”.

A che cosa fare più attenzione? “Dovremmo cercare di comprendere i loro tempi. È vero che i bambini sono pieni di energia, ma non dovrebbero fare troppe cose, né diventare troppo ambiziosi. Ci sono ritmi di maturazione che vanno rispettati, dal punto di vista intellettivo, fisico ed emotivo. Corsi di scacchi o di rugby per bambini in età prescolare, ad esempio, vanno intrapresi comunque in maniera giocosa, non agonistica. Lo stesso tennis è uno sport da iniziare da grandicelli”.Quanto è corretto lasciare ai bambini la libertà di scegliere l’attività da svolgere? “I bambini dovrebbero poter provare, perché non sempre quello che immaginano corrisponde a quello che davvero vogliono fare. Vanno spronati, certo, ma anche lasciati liberi di dire se poi una cosa non piace loro”.

Ferrarini
Ferrarini

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *