La crescita del biologico

biologico

 

Dalla vendemmia del 2017 i vini Ferrarini sono biologici.

Vita sana, corretta alimentazione e consapevolezza che la salute della persona passa dalla salute del nostro pianeta: è questo il nuovo trend che caratterizza i consumatori italiani, un ritorno alle origini dell’agricoltura che guarda avanti, al futuro.  Ferrarini, le cui origini sono legate da sempre all’agricoltura ed al legame con la terra, ha iniziato il processo di conversione dei propri vigneti da un’agricoltura  tradizionale ad una di tipo biologico, guardando con attenzione alle nuove richieste dei consumatori.

Ma cosa significa esattamente “biologico”? Quali sono i canoni che differenziano un prodotto con denominazione “Bio” dagli altri?
In questo particolare tipo di agricoltura è vietato l’utilizzo di ogni tipo di sostanza chimica sia per arricchire il terreno di nutrienti, sia per liberare le colture dai parassiti. Le tecniche agricole che occorre mettere in atto sono diverse: in primo luogo la rotazione delle colture e l’utilizzo di fertilizzanti naturali, utili per rigenerare il terreno dei nutrienti necessari. Vi sono infatti 3 tipologie di coltivazioni che hanno conseguenze diverse sul terreno che le ospita: le prime sono dette depauperanti, come ad esempio il frumento, ovvero impoveriscono il terreno; a queste vanno alternate colture miglioratrici o quelle preparatrici (dette anche da rinnovo). Le prime, come suggerisce il nome, migliorano le condizioni del terreno, mentre le altre lo rendono più fertile a seguito della lavorazione di cui necessitano.
Un’ulteriore tecnica che è fondamentale mettere in atto è quella di proteggere i predatori naturali dei parassiti che possono danneggiare le coltivazioni. Per fare ciò occorre costruire attorno a loro un habitat il più possibile accogliente piantando siepi e alberi che possano ospitarli.

L’anno scorso milioni di italiani hanno indirizzato la propria scelta d’acquisto sui prodotti BIO, un trend che è destinato a salire. Un numero sempre maggiore di famiglie in Italia (18 milioni secondo i dati ISTAT) scelgono i prodotti con logo “Euro-leaf”, simbolo che da luglio 2010 viene apposto sulle confezioni  di alimenti a produzione biologica nell’Unione Europea. Inoltre secondo la Survey Nomisma quasi un italiano su 2 almeno una volta a settimana consuma cibo biologico.

Viste le complesse procedure che occorre mettere in atto per arrivare a questo tipo di certificazione, ottenere un raccolto destinato alla grande distribuzione è molto complesso. Ciò nonostante il mercato agricolo si è adattato bene a questo cambiamento nel paniere di consumo degli italiani: il SINAB  (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica per il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali ) ha potuto affermare che le superfici coltivate con metodo biologico sono state circa 1,8 milioni nel 2016 (dato in crescita rispetto all’anno precedente) ed oltre 300 mila ettari di terreni sono stati convertiti al biologico.

In questo scenario si inseriscono i vigneti delle Tenute Ferrarini, coltivati seguendo il disciplinare dell’agricoltura biologica, fertilizzati con sostanze organiche proveniente dai nostri allevamenti e difesi da funghi e muffe con prodotti presenti in natura come rame, zolfo e preparati naturali a base di alghe per indurre le piante all’autodifesa.
Dalle uve di queste vigne, nel corso della vendemmia 2017 (la prima vendemmia 100% BIO!) siamo stati in grado di ricavare 150.000 bottiglie di vino bio. Ed è proprio da questi stessi vigneti che provengono anche i mosti che alimentano le acetaie di nostra proprietà nelle quali riposano per lungo tempo l’Aceto Balsamico di Modena IGP ed il Tradizionale di Reggio Emilia DOP.
Il processo di conversione dei vigneti da un’agricoltura  tradizionale ad una di tipo biologico è durato ben 3 anni e si è concluso con l’imbottigliamento del nostro primo vino biologico che verrà presentato al prossimo Vinitaly Bio dal 15 al 18 Aprile 2018.

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FONTI

Distribuzione moderna

Il Fatto Alimentare 

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Ferrarini
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