Farrotto con cavoletti di Bruxelles e prosciutto di Parma Ferrarini

Farrotto Crudo e Cavoletti

 

Il farrotto, un piatto caldo e nutriente per le fredde giornate invernali.

Il farro è il capostipite di tutti i frumenti oggi conosciuti; nella zona della Garfagnana la sua coltivazione e consumazione non è mai cessata tanto che quest’area è la zona di produzione per eccellenza di questo cereale.  Scopriamo ora di più sul farro e sulla sua migliore interpretazione in cucina: il farrotto.

In Italia la Garfagnana non è l’unica a detenere il titolo di produttore d’eccellenza.
Anche il farro di Monteleone di Spoleto ha una storia antica: era già utilizzato per il pagamento di tributi nel II secolo avanti Cristo. La sua coltivazione si è diffusa soprattutto in epoca Romana per poi continuare nei secoli successivi, prima di cadere progressivamente in disuso. In Umbria questa coltura si è perpetuata nei secoli e ora può vantare, oltre all’apprezzamento degli intenditori, anche il prestigioso riconoscimento europeo.

Ma in cosa si differenziano queste due tipologie di farro?
A Monteleone di Spoleto la semina avviene in primavera; il farro può essere ridotto in granuli, come il pane grattugiato, e in farina. Questa  è l’unica specie di farro che non produce farina bianca, ma dello stesso colore della cariosside, cioè color tabacco chiaro. Generalmente si cucina granuloso in polpette e minestre, ma si può utilizzare anche in grani come il riso dopo un sufficiente tempo di cottura; nello stato di farina è usato soprattutto per crostate, tramezzini, biscotti e focacce varie.

La semina del farro della Garfagnana, invece, avviene in autunno, mentre la raccolta si ha in estate. Per rendere il prodotto commestibile, la granella di farro deve essere brillata, cioè privata dei rivestimenti glumeali e di una parte di pericarpo. Dopo la brillatura il prodotto si presenta con evidenti striature biancastre a prevalente struttura farinosa. Nella zona è l’ingrediente fondamentale per la preparazione del pane garfagnano, piatto tipico della Garfagnana, e della minestra di farro.

Ricco di vitamine e sali minerali, il farro, umbro o toscano che sia, è un ingrediente perfetto per il farrotto, una ricetta saporita e gustosa, soprattutto in queste giornate fredde che ci costringono a scaldarci sotto piumoni, sciarpe e maglioni.

Ecco quindi come preparare il farrotto con cavoletti di Bruxelles e prosciutto di Parma Ferrarini:

INGREDIENTI, per 2 PERSONE

180 g di farro perlato
500 ml di brodo vegetale
40 g di prosciutto di Parma Ferrarini affettato
40 g di burro
12 cavoletti di Bruxelles
mezzo bicchiere di vino bianco secco
una piccola cipolla
uno spicchio d’aglio
un cucchiaio di Parmigiano Reggiano NON OGM DOP Ferrarini grattugiato
un cucchiaio di prezzemolo tritato
sale, pepe q.b.

PROCEDIMENTO
Pelare l’aglio, mondare e tritare la cipolla, lavare e mondare i cavoletti di Bruxelles, quindi dividerli a metà.
In un tegame far fondere 20 g di burro con l’aglio, unire la cipolla tritata e far imbiondire. Aggiungere quindi il farro, già sciacquato sotto acqua corrente, e far tostare qualche minuto, saltando spesso. Unire il vino e far sfumare completamente, quindi aggiungere i cavoletti di Bruxelles ed il prosciutto di Parma Ferrarini. Lasciare insaporire 5 minuti, quindi bagnare con il brodo, poco per volta, aggiungendone altro man mano che verrà assorbito il precedente. Regolare di sale e pepe.
Far cuocere a fuoco dolce fino a cottura completa del farro, quindi mantecare con i 20 g di burro rimanente ed il Parmigiano Reggiano NON OGM DOP Ferrarini. Spegnere il fuoco, spolverizzare con il prezzemolo tritato, mescolare e servire subito in tavola il farrotto ancora fumante.

FONTI:
Giallo zafferano

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Ferrarini
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